
19 dicembre 2025
È l’ultimo giorno di scuola, prima della chiusura per le vacanze di Natale e ci incrociamo in salita di Mascherona per puro caso: lei stava accompagnando Giovanni alla scuola materna, io stavo facendo un salto al nido Oasis per recuperare la posta, prima di andare nell’ufficio dello Sportello Genitori.
È subito una festa: ci abbracciamo, ci salutiamo come due amiche che non si vedono da tantissimo tempo, ma non è così. Avrò visto Maria cinque o sei volte nella mia vita, ho seguito il suo percorso in Oasis attraverso i racconti dei miei colleghi, ma quando Giovanni era a Montebruno io avevo già smesso di lavorare in prima linea per le famiglie, ritirandomi di nuovo fra le fila della raccolta fondi e dell’amministrazione.
Ma Oasis riesce a far sentire parenti anche persone sconosciute. Basta sentirsene parte.
Lei sa che io ho lavorato anche per lei, io so che lei e il suo bambino SONO Oasis. E questo ci basta.
Ha una luce negli occhi magnifica, un trucco che la valorizza, un sorriso che dice tutto.
Anche suo figlio mi saluta con affetto e si presenta come se non ci fossimo mai visti prima, anche se quando frequentava il nido ci siamo incontrati spesso. Una volta di più mi devo ricordare che la memoria dei primi mille giorni segue delle dinamiche inverse, rimane solo nel profondo:
«Io sono Giovanni!»
«Ti conosco, sai? Venivi al nido Montebruno! Lo sai che proprio lì ci sono altri bimbi Oasis, proprio come te?», gli indico la porta di Mascherona.
Ha un maglione natalizio fantastico e così cominciamo a scambiare due battute sull’imminente arrivo di Babbo Natale.
La sua mamma, nel frattempo, mi racconta che a giorni dovrebbe firmare un contratto a tempo indeterminato e, se ripenso alla situazione che l’ha condotta a bussare alle porte di Oasis, non posso che lasciarmi invadere dalla gioia.
Albanese, 28 anni e sola nella crescita del figlio, da subito si è dimostrata molto educata e determinata, affidabile ed estremamente capace. Racconta il motivo che l’ha spinta ad abbandonare il compagno nel maggio del 2021 e capiamo immediatamente che ha alle spalle un passato di seria difficoltà al quale ha saputo reagire con immensa forza.
All’epoca del nostro primo incontro (settembre 2022) viveva nella comunità madre-bambino “Il Guscio”, in via Parini, ma fin dal primo colloquio ha manifestato il desiderio di voler trovare un alloggio tutto per sé e per il suo bambino.
Laureata in scienze politiche internazionali in Albania, in quel primo periodo aveva una borsa lavoro pagata molto poco e in un posto molto lontano dal nido e dalla sua comunità. Non appena è stata informata sui servizi dello Sportello Genitori in ambito lavorativo, si è fatta mettere in contatto con gli enti della rete per cercare un nuovo lavoro. Nel frattempo, come équipe, decidiamo di appoggiarla economicamente con un sostegno mensile erogato attraverso i buoni pasto e il sostegno economico per la retta al nido Montebruno.
Ed è solo l’inizio del cammino vissuto insieme.
A metà dicembre riusciamo a metterla in contatto con una professoressa di Giurisprudenza per il riconoscimento degli studi, mentre nel nuovo anno l’abbiamo aiutata per l’iscrizione di Giovanni alla scuola dell’infanzia.
In aprile la accompagniamo presso una cooperativa dove le offrono l’opportunità di svolgere il Servizio Civile. È un primo piccolo passo, ma è pur sempre un avanzamento verso l’indipendenza!
Nel frattempo, Maria vede ripetutamente bocciata la sua richiesta per l’alloggio popolare, poiché risulta ancora presente nel nucleo familiare il padre del bambino.
Sono stati necessari molti mesi di lotta, condotta con fermezza e determinazione dall’avvocato Giorgio Rosa con il quale l’abbiamo messa in contatto, per arrivare alla vittoria definitiva: nel mese di ottobre del 2024 il TAR finalmente annulla il provvedimento del Comune che le negava il diritto di un alloggio popolare a causa della presenza nell’Isee del reddito del compagno dal quale si era allontanata. Giovanni è già al secondo anno di materna, ma – come si dice in questi casi – meglio tardi che mai!
Dopo aver ripercorso mentalmente il suo percorso in Oasis la saluto con un secondo lungo abbraccio durante il quale le comunico con gioia che, dallo scorso settembre, abbiamo un nuovo ufficio per lo Sportello Genitori che deve assolutamente venire a conoscere!
Maria risponde con gioia alla mia proposta e ribadisce il suo sentimento di gratitudine nei confronti di Oasis. Ma sono io che la devo ringraziare per la determinazione e la forza che ha messo in questi anni per offrire a se stessa e al suo bambino un futuro radioso!
25 marzo 2026
Le vacanze di Natale sono ormai alle spalle e, mi raccontano i colleghi con emozione, Maria è passata in ufficio un pomeriggio per chiedere una mano per l’iscrizione di Giovanni alle scuole elementari. Sapendo che al pomeriggio l’operatrice che ha trovato in turno è la nostra Yokasta, una mamma di Montebruno, assunta come operatrice dello Sportello dal gennaio del 2025, reagisco con un sorriso: nel 2023 erano due mamme del nido Montebruno, entrambe in una situazione davvero complessa. Ebbene, eccole di nuovo insieme quelle due ragazze, donne forti che hanno saputo stringere la mano di Oasis e lasciarsi accompagnare in un percorso di rinascita e di vero riscatto sociale!