
Incontro Agripina nella sede dello Sportello Genitori. Il suo sorriso è travolgente e mi racconta volentieri la sua esperienza: dalla partenza dal Perù piena di speranze e aspettative, fino all’arrivo in Italia con tutte le difficoltà: trovare una casa, un lavoro, qualcuno che badasse alle sue bambine di cinque e due anni.
Convinta dal cognato, che vive in Italia da tempo, a lasciare il Perù, Agripina aveva salutato i genitori e le piccole certezze che offre ciò che tutti noi chiamiamo casa. Le condizioni economiche della famiglia non promettevano molto per il futuro e quel viaggio in Italia, tra mille incognite, era l’unica scelta possibile.
Suo marito era stato assunto quasi subito per un lavoro che lo teneva fuori casa la notte e Agripina si trovava spesso sola a gestire i tanti problemi. Questo le fece crescere dentro quel senso di solitudine e inadeguatezza di una giovane madre che si pone i dubbi sulla propria capacità di essere educatrice e che, allo stesso tempo, deve risolvere le sfide quotidiane.
Tramite un’amica, Agripina è entrata in contatto con lo Sportello Genitori: un contatto che le cambierà la vita. Grazie a questo supporto, Agripina è riuscita a sistemare le bambine alla scuola materna e al nido e a trovare una casa. Lei e il marito sono riusciti quindi ad avere una residenza stabile e ad avviare le pratiche per il permesso di soggiorno.
Viene da chiedersi in cosa consistesse questo supporto. Credo che nel caso di Agripina, e di molti altri genitori, lo Sportello abbia preso uno degli insegnamenti cardine dell’educazione montessoriana che sta alla base dell’approccio educativo dei nidi Oasis e lo abbiano adattato al mondo degli adulti: “Aiutami a fare da solo”.
Questo hanno fatto i ragazzi dello Sportello: hanno saputo capire di cosa Agripina avesse bisogno per camminare con le proprie gambe: un aiuto pratico per fare la spesa, lezioni di italiano e soprattutto un sostegno psicologico. Spesso si sottovaluta quanto alcuni genitori che non godono del sostegno della propria famiglia d’origine e si trovano in condizioni di emarginazione, possano sviluppare dei sentimenti di frustrazione e tristezza tali da non riuscire a reggersi sulle proprie gambe. Si parla di emozioni inespresse che rischiano di compromettere l’equilibrio anche di chi sta loro attorno, soprattutto i più piccoli. Quello che cercano questi genitori è dunque, prima di ogni cosa, ascolto. E questo è il valore inestimabile che emerge dal lavoro dello Sportello. Quando chiedo ad Agripina che cosa porterà sempre nel cuore dall’esperienza con Oasis lei mi risponde “la libertà”. Una parola insolita che non avrei associato ad un percorso come quello che offre lo Sportello ma, a ben pensarci, non è così strano. Lo Sportello, tramite il supporto psicologico, ha reso Agripina libera dalle sue paure e dal senso di inadeguatezza che la attanagliava. Ha reso lei e la sua famiglia indipendenti, con una casa e un lavoro, le ha dato la possibilità di esprimersi in italiano e acquisire sempre più autonomia.
Questo rappresenta per Agripina un punto fermo che vorrebbe insegnare alle sue figlie “non devono vergognarsi di chiedere aiuto. Se loro chiedono aiuto lo avranno e quell’aiuto sarà un impulso per ripartire”.